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I fiocchi di neve

Siamo come i cristalli di ghiaccio che formano i fiocchi di neve, visti da lontano sembriamo identici. Invece siamo unici, non ne esiste nessuno uguale all’altro.

Eppure cadiamo dal cielo nello stesso periodo e negli stessi ambienti; le passioni sono comuni. Riusciremo mai a cadere insieme nello stesso posto e nello stesso istante, ad aggregarci l’uno all’altro formando un perfetto fiocco di neve?

Per Isabella Swan soltanto una cosa è più importante della sua vita: Edward Cullen. Ma essere innamorati di un vampiro è molto pericoloso, più di quando Bella immagini. Ora che il loro amore proibito rappresenta una minaccia per tutto quello che hanno di più caro e vicino, si accorgono entrambi che anche un piccolo incidente domestico può mettere in crisi la loro tranquillità…

Del resto vivere uno senza l’altra è semplicemente impensabile. Allora erchè Edward lascia Bella, così d’improvviso?

Fazi Editore

Bella si è appena trasferita a Forks, la città più iovosa d’America. E’ il primo giorno nella nuova scuola e, quando incontra Edward Cullen, la sua vita prende una piega inaspettata e pericolosa. Con la pelle diafana, i capelli di bronzo, e denti luccicanti, gli occhi color oro, Edward è algido e impenetrabile, talmente bello da sembrare irreale. Trai due nasce un’amicizia dapprima sospettosa, poi più intima, che presto di trasforma un un’atrazione travolgente.

Finora Edward è riuscito a tenere nascosto il suo segreto, ma Bella è intenzionata a svelarlo. Quello che ancora non sa è che più gli si avvicina e maggiori sono i rischi per lei e per che le sta accanto…

Mentre nella vicina riserva indiana riprendono a circolare inquietanti leggende, un dubbio si fa strada nella mente di Bella. Il sogno romantico che sta vivendo potrebbe essere in realtà l’incubo che popola le sue notti.

Fazi Editore

L’ORSO DEL TRENTINO È BELLO E BUONO!.

Date un’occhiata al link……. “L’orso bruno non è solo bello, è anche buono”. Questo si che è parlare!!!!!

A inizio estate 2006 l’orso Jj1, che appena compiuti due anni segue il naturale richiamo all’esplorazione, si trova in terra ostile. Dal Parco dell’Adamello-Brenta in Trentino, dov’è nato in virtù di un programma di ripopolamento di plantigradi finanziato dalla UE, ha camminato fino alla Germania. Qui, secondo i tedeschi, ha danneggiato arnie e qualche pollaio, meritando la condann a morte. La gente si commuove, l’Italia protesta molto fiaccamente, ottenendo solo una proroga per vaghi tentativi di cattura dolce, da cui viene peraltro esclusa. Il 26 giugno il giovaneJj1, che ha compreso di essere nei guai e cerca la via di fuga seguendo i corsi d’acqua per disperdere le proprie tracce, viene abbattuto a fucilate da cacciatori ignoti in Baviera, sulle sponde di un lago. L’Italia allora ne richiede le spoglie, negate dalla Germania che ha piacere di impagliarlo. Un mese dopo, in Trentino, sarà catturata ed imprigionata sua madre Jurka, riconosciuta colpevole di dispensare cattiva educazione ai cuccioli: per tutto l’autunno 2007 l’orsa è reclusa nell’angusto recinto di un monastero. D’altro canto, qualora gli animali ci piacciano vivi, in questo nostro Occidente progredito non siamo disposti a sopportarne l’indole né la libertà. Così le segreghiamo in canili, li guardiamo spegnersi fra le sbarre degli zoo – imprese con ampio margine di lucro e imbroglio da parte delle amministrazioni – poichè chi subisce non ha facoltà di replica. Nondimeno, visto che così spesso a dilettarci  è il loro sapore, fondiamo un enorme mercato, protetto dal silenzio mediatico, sulla loro morte. Secondo noi, uomini civili, gli altri animali sono esistenze al nostro servizio: ci sentiamo autorizzati a farne qualsiasi cosa. Immuni da ripercussioni. Ne siamo proprio sicuri?

Mondadori – Strade blu

Simbolo di spazi selvaggi ed inviolati, ma anche dei più teneri giochi infantili, l’orso ha stregato l’uomo sin dalla preistoria. L’autore ci porta attraverso il tempo e lo spazio per farci scoprire i risvolti inattesi di un rapporto burrascoso, fatto di cacce, inseguimenti, fughe, ma anche di rarissimi e preziosi momenti di condivisione. Uomini e orsi, con le sue ricche illustrazioni, introduce il lettore alla nostalgia per una vita libera e brada, che proprio come gli orsi non si lascia addomesticare e costringere nei limiti angusti della cosiddetta civiltà. Molti sono stati gli uomini preda di una vera e propria “orsessione”, come recita uno dei capitoli del libro, di un’attrazione, talvolta fatale, che li ha spinti a sfidare i propri limiti. Brunner ci racconta le loro e altre storie, in un caleidoscopio di fiabe, miti e credenze che cattura dalla prima all’ultima pagina.

Bollati Boringhieri

08-03-2011 Carnevale Saint-Rhémy-En-Bosses (Ao)

Il passaggio attraverso il Colle del Gran San Bernardo di Napoleone con un’armata di circa 60.000 uomini, in condizioni climatiche proibitive, ha causato negli abitanti dell’intera vallata sentimenti di stupore ed ammirazione, fino ad influenzarne in modo profondo l’immaginario collettivo. In effetti ancora oggi, nel comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, si ritrovano i segni e le sembianze delle divise napoleoniche nei costumi tipici del Carnevale.

Il corteo delle maschere è aperto da Napoleone a cavallo, cui segue la Guida, che sbandiera con orgoglio il vessillo del Carnevale e dirige tutto il gruppo, suonando una trombetta. Il suo viso è coperto da baffi ed occhiali: chiari simboli della sua indiscussa autorità. Avanzano al seguito i “Joueurs” che, con le loro fisarmoniche e sassofoni, intonano tradizionali canti. Arriva poi il Diavolo nel suo mantello rosso bordato d’oro ed arricchito da campanelli, elegante rappresentante di tutte le forze malefiche ed incomprensibili che scherzosamente insegue e cerca di colpire le persone con il classico forcone. Si possono inoltre ammirare le “Demoiselles”accompagnate dagli “Arlequins“, maschere aggraziate ed eleganti. Gli arlecchini indossano abiti di raso, a variopinte strisce verticali, un alto cappello, da cui scendono lunghi nastri colorati; completa il tutto un lungo bastone. Le loro Dame non sono da meno, nei loro eleganti abiti di velluto, con i cappelli adornati di fiori e nastri.

Ecco finalmente arrivare le “Mascre” (maschere): aprono il corteo quelle che portano gli abiti neri, segno inconfondibile delle giornate buie e difficili del periodo invernale, scacciate dalle maschere bianche: solari e luminose giornate della primavera. Seguono i Rossi, i Verdi, i Marroni, i Blu, i Rosa, i Violetti. Tutti sfilano in coppia, rincorrono le persone, le stuzzicano con la “frusta” di crine di cavallo, simboleggiante il vento che scaccia gli spiriti maligni, favorendo l’arrivo della stagione propizia all’agricoltura. I loro costumi sono in velluto, ispirati alle divise napoleoniche, completati da un cappello dello stesso colore dell’abito, ricoperto da fiori e specchi, indossato con la punta rivolta in avanti.

I vestiti sono ricoperti di perline e paillettes (circa 30.000), che formano disegni floreali, rigorosamente cucite a mano da abili sarte, che si occupano anche del difficile taglio della stoffa. Gli innumerevoli specchietti, presenti sui cappelli e sulle giacche, hanno la funzione di catturare i raggi del sole e di allontanare tutte le presenze oscure e maligne. Una funzione analoga ricopre il “gorgoillon”, pesante sonaglio portato alla vita. Il viso è poi nascosto da maschere che anticamente erano in corteccia, mentre oggigiorno sono state sostituite da materiali plastici, anche se vi è un ritorno all’utilizzo di maschere in legno.
Non dimentichiamo, infine, il “Toque” e la “Tocca”, due anziani sposi della leggenda. In essi è ben evidente il rovesciamento dei ruoli che il Carnevale porta con sé dal momento che nella vita reale del paese sono i giovani a sposarsi. Ed ora, largo agli animali: procedendo con un’andatura dondolante ed emettendo strani versi, arrivano gli Orsi, selvagge presenze simboleggianti le forze della natura solitamente sfavorevoli all’uomo sulle quali, però, egli interviene cercando di imporsi e combattere; il Domatore, infatti, controlla l’animale, lo segue e, talvolta, riesce a tenerlo al guinzaglio.
La sfilata viene chiusa dal Dottore e dal Curato. l’uno tenta di curare i malanni fisici, l’altro quelli ancora più difficili di carattere spirituale.
Il Carnevale di Saint-Rhémy-en-Bosses ha luogo l’ultima domenica di Carnevale ed il Martedì Grasso. Si apre ufficialmente con la visita alla casa del Sindaco; dopo la Messa le maschere, tra balli e scherzi, percorrono le vie del paese e si recano a far visita alle famiglie che le accolgono con allegria e tavole imbandite. Il Martedì Grasso i festeggiamenti hanno termine con un ballo finale.
Fonte: http://www.comune.saintrhemyenbosses.ao.it/
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